domenica 25 dicembre 2011
venerdì 2 luglio 2010
La vita di un uomo è un cerchio

frame video
Nella discordanza tra dionisiaca frenesia dei personaggi e nella drammatica solennità della musica e dell’interminabile didascalia che scorre come un mantra, si gioca il senso di questo video: la libertà dell’inconsapevolezza ci appare più come desiderio che essa resti o sia tale, i nomi delle persone scandiscono dati reali dell’esistenza, storie e personalità; ci siamo quindi potenzialmente anche noi: ma questa differenza data dal rapporto tra immagine e musica, sembra quasi suggerirci altro: la non-coscienza (la nostra condizione felice dell’infanzia) è un ritorno, un anelito a recuperare quello stato originario che però si realizza come completezza di Umanità solo nella piena consapevolezza di aver attraversato il vivere. La vita di un uomo è un cerchio ancora da chiudere; è rendersi conto che la completezza richiede una sorta di ascetica, di liberazione interiore. Posto così, il video diviene il richiamo alla ricerca di un senso profondo che non si realizza né nella frenesia assoluta e nemmeno nella consumazione dell’ascesi, ma soltanto se le due cose sanno esistere insieme.
A Zimarino
giovedì 1 luglio 2010
Silent Family

la famiglia di Mirco

la famiglia di Ida


la famiglia di Albano

la famiglia di Alice
Mandra Cerrone – video e still life Silent family
foto Piero Lullo, pierolullo@yahoo.it
E’ la ripresa d una performance, della realizzazione di un tabliaux vivents, ma il video, condensando e accellerendo il processo di costruzione, vede dipanarsi e costruirsi un senso, tra memoria / interiorità (bianco e nero) e realtà (colore). Finche prendono forma esperienze della memoria individuale di chi costruisce: ma tutti possiamo fare ed essere quel “processo” perché ognuno può o potrebbe rimostrare agli altri il puzzle di relazioni che la sua “famiglia” in quanto relazioni sociali germinali, è stata. Quindi io non guardo soltanto il video e il processo che racconta: io sono potenzialmente quel processo. Io posso esserlo e se almeno perdo due minuti in me stesso ad immaginarlo, entro nella dimensione della mia personale “analogia” e percorro, a partire dall processo logico, il mio luogo analogico. Ovvero vivo l’esperienza della mia interiorità a cui cerco di ridare almeno qualche senso.
Al centro del mio lavoro c’è l’essere umano. Resto sempre affascinata dall’immagine corporea che ingrandita nel monitor diventa una geografia infinita da esplorare e percorrere in lungo e in largo sui pixel pelle anima…Osservando gli esseri umani, ancor più dell’immagine mi conquista quello che non si vede; la psiche, i pensieri nascosti, le attitudini inconsapevoli, i segreti, il buio profondo e la luce intensa che tutti portiamo dentro. Le cose che si rendono manifeste solo a uno sguardo molto allenato. Un sentire/vedere fatto di totale dedizione e apertura verso l’altro.Una sorta di innamoramento dell’imperfezione, della contraddizione, dei singolari conflitti di ciascuno.
E così è nata Silent Family; ho indagato lo scenario mentale, interiore, che da senso ai nostri gesti, alle nostre affermazioni. Negando la parola, il racconto verbale della biografia di ciascuno, ho attinto al mito che solo un’immagine può comunicare e trasmettere, da cuore a cuore, silenziosamente.L’allestimento scenico delle relazioni familiari, un’immagine cristallizzata dallo scatto fotografico, permette a chi guarda di interpretare prossemicamente ogni gesto, d’interrogarsi a lungo sulla qualità dei legami.
L’immagine, lieve come un contenuto mentale, quasi immateriale, rivela in realtà i condizionamenti, le pesanti catene con cui la nostra genealogia c’imprigiona, progetta la nostra vita, impedisce la nostra realizzazione, molto spesso con un frainteso doloroso sentimento di pseudo amore.
Mandra Cerrone
martedì 1 giugno 2010
martedì 8 dicembre 2009
domenica 10 maggio 2009

Dio in Genere
di Antonio Picariello
Adesso, Mandra Cerrone, non ha più tempo per giocare. Chiede agli dei la verità sulla propria natura. L’opera si fa potente. Ho appena parlato al telefono con il mio amico fraterno A.G. ritornato nella sua Città, L’Aquila, dopo la notte della catastrofe. La città degli dei maschili e femminili non esiste più. Esistono ancora le spiritualità degli uomini e delle donne che dal principio originario, quella città speculare alla Gerusalemme degli dei, l’hanno incarnata nella memoria, nelle ossa, nel proprio sistema biologico, maschile femminile, e la fanno vivere oltre le mura crollate, oltre i confini delle pietre spostate dal sisma. Oltre la morte, oltre tutto l’immanente e l’ascetico che pur regge nella spiritualità discussa di un Celestino V. Mandra Cerrone ha un proprio linguaggio a cui non può sottrarsi. L’immagine dirompe la facciata della significazione, rimuove il concettualismo riflessivo, smarca ogni semantica possibile; non pretende dare o avere spiegazioni. Non ambisce a provocazioni che pur sarebbero lecite davanti alle percezioni semplificate dello spettatore. Qui l’opera d’arte diventa simulacro di un endogeno senso antropico: il culto delle divinità. Se è universalmente distribuito nell’equilibrata dicotomia maschile femminile apre inquietudini sottili a ritrovarsi con un potere assoluto dettato dalla volontà di chi ha timore della polarità e forza la determinazione di un posizionamento al vertice, un potere vettoriale esclusivamente a carattere maschile elemento assoluto nella medianicità tra il dio e l’umano. Un maschile assoluto in morsa strutturale che ignora il suo lato essenziale dettato dalla significazione, anche letteraria, del femminile. Sappiamo qualunque polarità genera movimento. Sappiamo il pianeta non tollera monotematiche impositive. Qualunque sia la condizione e il pensiero, qualunque empatica solitaria riflessione sul senso esistenziale, premette una necessaria oscillazione dialettica tra ciò che veramente esiste in natura e che è madre assoluta. Maschile/femminile; un uno per il tutto. Ed ecco la domanda che l’opera divulga. I motivi volontari che pongono in rappresentanza di un solo Dio un solo uomo inteso nella sua natura di specie e di genere: un solo piano maschile in peso alla sostanza della verità esistenziale che vuole l’alternanza polare femminile per poter essere ed esistere. Mandra Cerrone ha profondità spirituali e affezioni gnoseologiche che non lasciano scampo. La sua stessa conformazione culturale le obbliga, attraverso l’espressione artistica, di non evitare la verità del mondo. La più bella città del pianeta è appena scomparsa. Lo sento dalla voce del mio amico fraterno, l’aquilano di razza. La bellezza non chiude i battenti. Fin quando ci saranno uomini e donne di questo calibro, l’arte e le città saranno in ogni punto dell’anima e della vita sempre presenti e vive. Adesso, Mandra Cerrone, non ha più tempo per giocare. Chiede agli dei la verità sulla propria natura. L’opera si fa e ci rende potenti.
lunedì 9 febbraio 2009
lunedì 29 dicembre 2008
AMORE, azione psicomagica
Con questa mail inizia la performance artistica dal titolo provvisorio di AMORE
Tutti i destinatari di questa mail sono persone per me speciali, ho sentimenti d’affetto e di stima per ognuno di voi e da ognuno di voi mi sento ricambiata. La natura di queste relazioni è varia (padre, amica, terapeuta, collega ….) ma ognuno di voi mi conosce abbastanza da poter parlare di me, in mio favore.
A ognuno di voi chiedo “una lettera di raccomandazione” che mi accrediti presso AMORE.
AMORE è un Ente, una Visione, un’Inclinazione dell’Anima, un Modo di Esistere in cui vorrei entrare, pienamente “assunta”.
Con voi non servono molte parole, esiste tra noi una risonanza profonda. Non so dirvi esattamente dove porterà questa ricerca, è una sperimentazione di tipo psicomagico, inneschiamo un processo.
Per loro stessa natura le lettere di raccomandazione sono pubbliche, ne farò qualcosa … altri le leggeranno.
Vorrei che fosse indicato :
Data e luogo
Nome Cognome
Qualifica
Relazione con me
Oggetto: lettera di raccomandazione per Mandra Stella Cerrone presso AMORE
testo
firmate
(Meglio se avete una carta intestata)
Chi non desidera partecipare non mi deve spiegare nulla, tutto resta immutato.
Grazie.
e-mail: mandracerrone@fastwebnet,it cell
http://www.mandracerrone.blogspot.com/ http://www.mysticdriver.blogspot.com/
inviata ai 55 destinatari indicati nel marzo 2008
si conclude la raccolta delle raccomandazioni a dicembre 2008
Ho invitato 55 persone, la 56° è giunta inaspettata.
33 (=32+1) persone mi hanno ritenuta raccomandabile e sono state incredibilmente generose con me.
Su 9 parenti invitati 3 hanno scritto per me.
22 persone non hanno scritto per me, di queste:
venerdì 3 ottobre 2008
Restyling






foto: Silvia Pennese
Restyling è un termine di origine inglese utilizzato in diversi ambiti con il significato di una rivisitazione di un oggetto esistente senza uno stravolgimento consistente dello stesso. (Wikipedia)
Come art creator so bene cos'è un restyling; si tratta di attualizzare, rendere compatibile con il gusto e le necessità di questo tempo qualcosa che è stato concepito in un tempo diverso, in un altro luogo, con diverse finalità . Attraverso la sofferta manipolazione del corpo fortifico, purifico me stessa; mi rendo idonea a questo tempo, un tempo difficile...































